Sono 52 le candidature ricevute per la terza edizione del Premio Volontari@Work, con un aumento significativo rispetto alle 27 dello scorso anno. La giuria, composta da esponenti di vari settori, valuterà i progetti per individuare i vincitori, che saranno annunciati il 13 aprile a Roma.
I dati della ricognizione condotta da Patrick Vesan e Federico Razetti dell’Università della Valle d’Aosta mostrano un’espansione trainata dai Comuni. Forti differenze territoriali ma risorse importanti e una spinta cruciale del PNRR. La sfida ora è costruire competenze, cultura collaborativa e sistemi di co-valutazione in grado di misurare anche fiducia e impatto sociale.
L’amministrazione condivisa tra enti del Terzo settore e pubblica amministrazione, basata sulla sussidiarietà orizzontale, sta diventando una modalità ordinaria di relazione, con un aumento significativo degli avvisi dal 2021 al 2024. La co-progettazione, prevalentemente municipale e focalizzata sul welfare socio-sanitario, è la procedura più utilizzata, mentre la co-programmazione è residuale. Per consolidare l’amministrazione condivisa, servono competenze adeguate, copertura dei costi e una giurisprudenza coerente.
Good Loop è un programma di Cariplo Factory che forma le organizzazioni non profit sull’adozione dell’intelligenza artificiale, con un approccio pratico e gratuito. Il programma, supportato da Fondazione Cariplo, Fondazione Triulza, Fondo per la Repubblica Digitale e Microsoft Italia, mira a potenziare i servizi del Terzo Settore e amplificarne l’impatto sociale. Cariplo Factory funge da abilitatore di ecosistemi, collegando tecnologie avanzate, bisogni sociali e competenze del Terzo Settore.
A dieci anni dalla legge delega, il Terzo settore si conferma pilastro della coesione sociale, tra crescita degli enti, trasformazioni del volontariato e nuove opportunità. Un mondo in evoluzione, chiamato a coniugare partecipazione, lavoro dignitoso e innovazione[di Luigi Bobba, pubblicato in «La Vita Picena» "Costruire legami, costruire futuro. Il Terzo settore tra solidarietà, prossimità e innovazione sociale" n.02/2026]
Poco più di un anno fa l’espressione “Terzo settore” è entrata nella Enciclopedia Treccani. Un passaggio non banale che andava a codificare un cambiamento avvenuto sia nella cultura, sia nella normativa del nostro Paese. Infatti, tra qualche mese ricorreranno 10 anni dall’approvazione della legge delega di riforma del Terzo settore, della disciplina delle imprese sociali e del servizio civile universale. Una delega che il Parlamento attribuì al Governo per riordinare, semplificare e innovare la normativa che nei 25 anni precedenti aveva avuto il merito di riconoscere fenomeni emergenti (quello delle organizzazioni di volontariato, delle cooperative sociali e delle associazioni di promozione sociale), ma allo stesso tempo aveva generato trattamenti non sempre omogenei e talvolta contraddittori rispetto ai diversi soggetti che man mano andavano componendo la famiglia del Terzo settore. La legge delega 106/2016 non è stata una mera operazione giuridica, ma prima di tutto ha segnato un cambiamento culturale: il riconoscimento di un mondo radicato nelle nostre comunità, ma spesso considerato marginale, una ruota di scorta di istituzioni pubbliche incapaci di rispondere ai bisogni sociali emergenti o un rimedio ai non pochi guasti generati da un mercato dominato dalla logica della massimizzazione del profitto. Non a caso lo slogan con cui il presidente del Consiglio di allora, Matteo Renzi, lanciò la riforma era “non più terzo settore, ma primo”. Una provocazione per sottolineare la rilevanza di “un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità di vita delle persone”.
Carlo Penati, docente di Cultura e Valore, intervista Luigi Bobba, nell'ambito del corso di formazione "Progettazione e coprogettazione: regionale e nazionale", organizzato dalla Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia con Polis Lombardia rivolto a responsabili e operatori dei luoghi della cultura lombardi (Milano 10 marzo 2026).
Il TAR Piemonte, mediante la sentenza n. 635/2026, si è pronunciato sulla legittimità di una procedura di selezione per l’affidamento in convenzione del servizio di trasporto sanitario di emergenza e urgenza extraospedaliera. Si trattava, segnatamente, degli affidamenti da parte dell’Azienda Sanitaria Zero del lotto TO1-1C in favore dell’ATS tra Croce Rossa Italiana Comitato di Torino […]
Il disegno di legge delega in materia di Politiche per i giovani e Servizio Civile Universale (SCU) mira a semplificare e riordinare le politiche giovanili, aumentando l’efficacia e la coerenza con le politiche europee. La legge introduce misure per semplificare le procedure amministrative, potenziare il monitoraggio dei progetti e valorizzare le competenze acquisite dai volontari. Si prevede una nuova riforma per semplificare il sistema a beneficio di giovani ed enti.
Costituzione da parte delle fabbricerie del ramo impresa sociale (articolo 1, comma 3 del D.lgs. n. 112/2017) o del ramo ETS (articolo 4, comma 3 del D.lgs. n. 117/2017).
Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
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Poco più di un anno fa l’espressione “Terzo settore” è entrata nella Enciclopedia Treccani. Un passaggio non banale che andava a codificare un cambiamento avvenuto sia nella cultura, sia nella normativa del nostro Paese. Infatti, tra qualche mese ricorreranno 10 anni dall’approvazione della legge delega di riforma del Terzo settore, della disciplina delle imprese sociali e del servizio civile universale. Una delega che il Parlamento attribuì al Governo per riordinare, semplificare e innovare la normativa che nei 25 anni precedenti aveva avuto il merito di riconoscere fenomeni emergenti (quello delle organizzazioni di volontariato, delle cooperative sociali e delle associazioni di promozione sociale), ma allo stesso tempo aveva generato trattamenti non sempre omogenei e talvolta contraddittori rispetto ai diversi soggetti che man mano andavano componendo la famiglia del Terzo settore. La legge delega 106/2016 non è stata una mera operazione giuridica, ma prima di tutto ha segnato un cambiamento culturale: il riconoscimento di un mondo radicato nelle nostre comunità, ma spesso considerato marginale, una ruota di scorta di istituzioni pubbliche incapaci di rispondere ai bisogni sociali emergenti o un rimedio ai non pochi guasti generati da un mercato dominato dalla logica della massimizzazione del profitto. Non a caso lo slogan con cui il presidente del Consiglio di allora, Matteo Renzi, lanciò la riforma era “non più terzo settore, ma primo”. Una provocazione per sottolineare la rilevanza di “un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità di vita delle persone”.
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Carlo Penati, docente di Cultura e Valore, intervista Luigi Bobba sul Codice del Terzo Settore e l’amministrazione condivisa
Carlo Penati, docente di Cultura e Valore, intervista Luigi Bobba, nell'ambito del corso di formazione "Progettazione e coprogettazione: regionale e nazionale", organizzato dalla Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia con Polis Lombardia rivolto a responsabili e operatori dei luoghi della cultura lombardi (Milano 10 marzo 2026).
Autore: Francesca Tini Brunozzi
Argomenti: Amministrazione condivisa | Art. 55 CTS | Polis Lombardia | Regione Lombardia
Il TAR Piemonte valorizza la specialità del codice del Terzo settore
Il TAR Piemonte, mediante la sentenza n. 635/2026, si è pronunciato sulla legittimità di una procedura di selezione per l’affidamento in convenzione del servizio di trasporto sanitario di emergenza e urgenza extraospedaliera. Si trattava, segnatamente, degli affidamenti da parte dell’Azienda Sanitaria Zero del lotto TO1-1C in favore dell’ATS tra Croce Rossa Italiana Comitato di Torino […]
Autore: Mario Renna
Argomenti: Amministrazione condivisa | Riforma terzo settore | Runts | Terzo Settore
Servizio Civile Universale: parte l’iter parlamentare della legge delega del Governo in materia di Politiche giovanili e SCU
Il disegno di legge delega in materia di Politiche per i giovani e Servizio Civile Universale (SCU) mira a semplificare e riordinare le politiche giovanili, aumentando l’efficacia e la coerenza con le politiche europee. La legge introduce misure per semplificare le procedure amministrative, potenziare il monitoraggio dei progetti e valorizzare le competenze acquisite dai volontari. Si prevede una nuova riforma per semplificare il sistema a beneficio di giovani ed enti.
Autore: Francesco Spagnolo
Argomenti: Governo Meloni | Ministero per lo Sport e i Giovani | Politiche giovanili | Servizio civile universale
Documentazione - Ultimi inserimenti
T.A.R. Piemonte, 19 marzo 2026, n. 635
Applicazione degli artt. 56 e 57 CTS
Nota direttoriale M.L.P.S., 12 marzo 2026, n. 4027
Costituzione da parte delle fabbricerie del ramo impresa sociale (articolo 1, comma 3 del D.lgs. n. 112/2017) o del ramo ETS (articolo 4, comma 3 del D.lgs. n. 117/2017).
Circolare n. 1/E, 19 febbraio 2026
Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.