CONOSCERE L'ITALIA DEL BENE COMUNE

ATLANTE

DEL TERZO

SETTORE

C'è un'Italia che ogni giorno si organizza, si attiva, si prende cura. Fatta di enti solidali, reti, persone che generano impatto, non profitto. Creano valore sociale, trasformano territori, promuovono diritti. È l'Italia del bene comune: vitale, concreta, spesso invisibile.

Con l'Atlante del Terzo Settore, la raccontiamo attraverso i dati. Perché capire il Terzo Settore è capire i bisogni del Paese.

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Terzjus Italia non profit

Principale sostenitore

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Con il sostegno di

Banco BPM

Anche le società lucrative debbono sostenere la solidarietà

Si può rendere meno disuguale la nostra comunità nazionale, rafforzando la solidarietà delle società lucrative e incrementando il tasso di sussidiarietà del nostro Stato? Si può farlo in un periodo in cui non è più imperante l’ideologia del neoliberismo e la conseguente fiducia nell’autoregolamentazione del mercato e dei suoi attori? 

Nell’ultima mia ricerca – appena pubblicata sul numero 2/2026 di Diritto e Società, cui rimando per i necessari approfondimenti – sostengo che ciò sia possibile, approvando un’apposita riforma legislativa. Riforma che, per certi versi, introdurrebbe una disciplina analoga a quella vigente dal 2014 per le grandi società lucrative indiane e dal 1992 per qualsiasi cooperativa italiana (che non sia una banca popolare o una cooperativa di assicurazione). 

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Il Piano per l’economia sociale punta al coinvolgimento dei giovani e al riconoscimento delle competenze, utilizzando strumenti come il social procurement e i partenariati pubblico-privati. Fondazione Terzjus, con le Camere di commercio di Piemonte e Valle d’Aosta, ha individuato quasi 304mila organizzazioni e 1,47 milioni di dipendenti nell’economia sociale, prevalentemente cooperative. Un Osservatorio dell’Economia sociale sarà avviato per mappare i soggetti e monitorarne le caratteristiche.
Foto Fb: il sottosegretario al Mef con delega all’economia sociale, Lucia Albano

Il 5 per mille e il Terzo settore: un ente su due è iscritto, ma la raccolta si concentra altrove

Nel 2025, circa metà degli enti iscritti al RUNTS era anche nella lista del 5 per mille, raccogliendo 371,9 milioni di euro. Tuttavia, la raccolta era concentrata in un gruppo ristretto di organizzazioni, soprattutto fuori dalla lista generale, con gli “Altri ETS” che incassavano il 54,4% del totale. Le attività culturali e ricreative erano le più numerose, ma la ricerca scientifica e l’istruzione universitaria raccoglievano di più.

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