CONOSCERE L'ITALIA DEL BENE COMUNE

ATLANTE

DEL TERZO

SETTORE

C'è un'Italia che ogni giorno si organizza, si attiva, si prende cura. Fatta di enti solidali, reti, persone che generano impatto, non profitto. Creano valore sociale, trasformano territori, promuovono diritti. È l'Italia del bene comune: vitale, concreta, spesso invisibile.

Con l'Atlante del Terzo Settore, la raccontiamo attraverso i dati. Perché capire il Terzo Settore è capire i bisogni del Paese.

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Via libera in Consiglio dei ministri: nasce il Piano nazionale per l’economia sociale

Approvato con un'informativa e non con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri come si pensava in un primo momento, il Piano (che trovate in allegato) non introduce misure immediatamente operative né nuove agevolazioni. L'analisi del coordinatore tecnico per conto del ministero dell'Economia e delle Finanze: «L'economia sociale entra nel sistema delle politiche finanziarie, fiscali, di bilancio, del lavoro, del procurement pubblico, traducendo un principio etico in un insieme di regole operative»di Gabriele Sepio, pubblicato in Vita.it del 2 luglio 2026

Con l’informativa portata oggi all’attenzione del Consiglio dei Ministri, l’Italia dà avvio, in modo formale, al proprio percorso sull’economia sociale. È un passaggio che segna una tappa fondamentale per il riconoscimento, all’interno del nostro ordinamento, di un insieme di soggetti che condividono alcune caratteristiche precise disegnate a livello europeo: il primato della persona rispetto al profitto, la non lucratività (intesa come reinvestimento degli utili nelle attività istituzionali) e una governance democratica e partecipativa. Un riconoscimento che si articolerà in una serie di tappe successive, con cui il nostro Paese dovrà misurarsi tenendo conto del rilievo che l’economia sociale sta assumendo, in Italia come nel resto d’Europa.

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Piano dell’economia sociale, dopo la teoria arriva la legge vera

Il testo del Piano nazionale dell’economia sociale, licenziato dal governo lo scorso autunno e allora messo online apposta per raccogliere arricchimenti e correzioni anche dalla società civile, torna finalmente alla base aggiornato perché il Governo lo trasformi in decreto e lo faccia decollare sul serio. Succederà questa settimana, quando il sospirato Piano più volte sollecitato all’Italia dall’Europa - che il suo lo aveva varato già nel 2021 - approderà appunto in Consiglio dei ministri e sarà da questi trasformato in Dpcm.

Il confine tra attività volontaria (gratuita) e prestazione professionale (retribuita) nell’organizzazione di volontariato (ODV). Nota a Cass. civ., sez. II, ord. 30 maggio 2026, n. 16985

Il contributo commenta l'ordinanza della Corte di cassazione, sez. II, 30 maggio 2026, n. 16985, relativa alla richiesta di compenso avanzata da un professionista nei confronti di una organizzazione di volontariato per la realizzazione di un logo e di un sito web. La pronuncia conferma la centralità del principio di gratuità dell'attività volontaria, ma va letta alla luce della concreta ricostruzione del rapporto: adesione all'associazione, assenza di un incarico oneroso preventivo e determinazione unilaterale del compenso. L'articolo evidenzia quindi la necessità, per gli enti del Terzo settore, di distinguere in modo chiaro tra volontari, soci, collaboratori e professionisti retribuiti.

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Nota M.L.P.S. 15 maggio 2026, n. 7741

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