Il Terzo settore italiano cresce e si innova, consolidando il suo ruolo strategico per il benessere sociale ed economico del Paese. Il Terzjus Report 2025 evidenzia il completamento del quadro normativo e le prospettive positive per il comparto, con sfide legate all’attuazione della riforma e al rafforzamento del sostegno finanziario. Il Governo conferma l’attenzione e l’interesse per il settore, ritenuto strategico per l’economia nazionale.
Il Terzjus Report 2025 evidenzia la crescita e l’innovazione del Terzo settore italiano, che rappresenta il 4,5% dell’occupazione privata. Nonostante il completamento del quadro normativo, permangono sfide come il differenziale retributivo e la necessità di trasformare la riforma in qualità del lavoro e sostenibilità economica. Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale (PANES) mira a consolidare il settore, promuovendo strumenti finanziari dedicati e valorizzando il volontariato.
Venerdì 13 marzo, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, si terrà il convegno “L’amministrazione di sostegno: problemi, opportunità, prospettive”, organizzato dal Prof. Bartolacelli e dall’Avv. Barbari. L’evento, sostenuto da diverse istituzioni, promuove una riflessione sull’impatto della misura dell’amministrazione di sostegno.
L’indagine “Cittadini digitali” di Fondazione Terzjus e Italia non Profit esplora il netattivismo e il volontariato online in Italia. I risultati mostrano che l’impegno digitale non sostituisce la partecipazione reale, ma la rafforza, con una maggiore propensione tra i cittadini con titolo di studio elevato e tra i 45-54enni. Gli enti del Terzo settore giocano un ruolo cruciale nel promuovere l’attivismo online, ispirando fiducia e credibilità.
Crescono le iscrizioni al Registro unico nazionale-Runts in cui ora entreranno anche le onlus. Con fiscalità certa, trasparenza rafforzata e un quadro normativo quasi completo, il Terzo settore italiano è ormai in una nuova fase di stabilità. Permangono però nodi irrisolti. Vediamo quali a partire dai dati del rapporto Terzjus[di Luigi Bobba e Antonio Fici, pubblicato in Vita.it del 5 marzo 2026]
In principio fu la legge delega 106/2016, la pietra miliare della riforma del Terzo settore che ha indicato la via da percorrere per riordinare, semplificare e innovare la normativa del vasto e variegato universo costituito da organizzazioni di volontariato, onlus, fondazioni, associazioni di promozione sociale e imprese sociali. Frammentazione normativa, registri multipli regionali e nazionali, adempimenti disomogenei, erano le caratteristiche di un mondo vivo, sorprendente, diffuso ma che operava attraverso mille rivoli senza argini e rischiava di disperdersi. La riforma ha rappresentato non solo un punto di svolta giuridico, ma l’attestazione di un cambiamento culturale, il riconoscimento di un mondo radicato nelle nostre comunità e nel territorio finalmente orientato verso un unico alveo normativo unitario.
Interpretazione più ampia per il test di commercialità delle attività di interesse generale degli Enti del Terzo settore (ETS).
È uno dei punti centrali della circolare n. 1/2026 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata lo scorso 19 febbraio.
L’art. 79 del codice del Terzo settore supera la logica del Testo unico delle imposte sui redditi e dunque la fiscalità non è più legata semplicemente al "tipo" di attività svolta ma alle sue modalità di svolgimento.
Per questo la commercialità scatta solo se nella gestione delle attività di interesse generale i ricavi superano i costi con un margine superiore al 6%.
In tutti gli altri casi le attività, anche se svolte dietro corrispettivo, si considerano non commerciali.
Un nuovo criterio che trova nella circolare n.1 del 2026 dell'Agenzia delle Entrate alcuni utili punti di riferimento per la corretta interpretazione delle norme.
Pubblicata la Circolare sulla fiscalità degli enti del Terzo settore, che chiarisce le nuove regole fiscali in vigore dal 1 gennaio. La Circolare definisce i criteri di qualificazione fiscale delle attività di interesse generale, inclusa la possibilità di includere tra le entrate non commerciali il valore delle cessioni gratuite. Inoltre, chiarisce l’applicazione del regime forfettario per ODV e APS, esonerandole dall’obbligo di emissione della fattura.
Luigi Bobba, ex politico e figura di riferimento nel Terzo Settore, discute la ricerca “Cittadini Digitali” condotta con Terzjus. La ricerca rivela che l’attivismo digitale in Italia è diffuso e non apatico, con i netattivisti più attivi nella fascia 45-54 anni e tra le persone con un alto livello di istruzione. Il Terzo Settore gioca un ruolo cruciale nell’incoraggiare l’attivismo online, ma la sfida è trasformare l’impegno digitale in azioni concrete e coinvolgere chi è ancora escluso.
Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
Terzo settore, registro unico verso quota 160mila iscritti
Luigi Bobba
Antonio Fici
In principio fu la legge delega 106/2016, la pietra miliare della riforma del Terzo settore che ha indicato la via da percorrere per riordinare, semplificare e innovare la normativa del vasto e variegato universo costituito da organizzazioni di volontariato, onlus, fondazioni, associazioni di promozione sociale e imprese sociali. Frammentazione normativa, registri multipli regionali e nazionali, adempimenti disomogenei, erano le caratteristiche di un mondo vivo, sorprendente, diffuso ma che operava attraverso mille rivoli senza argini e rischiava di disperdersi. La riforma ha rappresentato non solo un punto di svolta giuridico, ma l’attestazione di un cambiamento culturale, il riconoscimento di un mondo radicato nelle nostre comunità e nel territorio finalmente orientato verso un unico alveo normativo unitario.
Terzjus in video
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Sulla bilancia di ricavi e costi anche gli oneri indiretti
Interpretazione più ampia per il test di commercialità delle attività di interesse generale degli Enti del Terzo settore (ETS).
È uno dei punti centrali della circolare n. 1/2026 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata lo scorso 19 febbraio.
L’art. 79 del codice del Terzo settore supera la logica del Testo unico delle imposte sui redditi e dunque la fiscalità non è più legata semplicemente al "tipo" di attività svolta ma alle sue modalità di svolgimento.
Per questo la commercialità scatta solo se nella gestione delle attività di interesse generale i ricavi superano i costi con un margine superiore al 6%.
In tutti gli altri casi le attività, anche se svolte dietro corrispettivo, si considerano non commerciali.
Un nuovo criterio che trova nella circolare n.1 del 2026 dell'Agenzia delle Entrate alcuni utili punti di riferimento per la corretta interpretazione delle norme.
Autore: Gabriele Sepio and Ilaria Ioannone
Argomenti: articoli 55 e 143 TUIR | Codice del Terzo Settore | oneri indiretti | ricavi e costi
Negli enti del terzo settore valorizzate le cessioni gratuite
Pubblicata la Circolare sulla fiscalità degli enti del Terzo settore, che chiarisce le nuove regole fiscali in vigore dal 1 gennaio. La Circolare definisce i criteri di qualificazione fiscale delle attività di interesse generale, inclusa la possibilità di includere tra le entrate non commerciali il valore delle cessioni gratuite. Inoltre, chiarisce l’applicazione del regime forfettario per ODV e APS, esonerandole dall’obbligo di emissione della fattura.
Autore: Gabriele Sepio
Argomenti: Codice del Terzo Settore | CTS | Ets | fiscalità del Terzo settore
Dal click alla cittadinanza attiva: Luigi Bobba e la sfida dell’attivismo digitale
Luigi Bobba, ex politico e figura di riferimento nel Terzo Settore, discute la ricerca “Cittadini Digitali” condotta con Terzjus. La ricerca rivela che l’attivismo digitale in Italia è diffuso e non apatico, con i netattivisti più attivi nella fascia 45-54 anni e tra le persone con un alto livello di istruzione. Il Terzo Settore gioca un ruolo cruciale nell’incoraggiare l’attivismo online, ma la sfida è trasformare l’impegno digitale in azioni concrete e coinvolgere chi è ancora escluso.
Autore: Antonio Palmieri
Argomenti: AI | attivismo online | cittadinanza attiva | cittadini digitali | click activism
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Circolare n. 1/E, 19 febbraio 2026
Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
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