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Terza edizione

Il Premio Nazionale
del Volontariato di Competenza

Terzo settore, registro unico verso quota 160mila iscritti

Crescono le iscrizioni al Registro unico nazionale-Runts in cui ora entreranno anche le onlus. Con fiscalità certa, trasparenza rafforzata e un quadro normativo quasi completo, il Terzo settore italiano è ormai in una nuova fase di stabilità. Permangono però nodi irrisolti. Vediamo quali a partire dai dati del rapporto Terzjus[di Luigi Bobba e Antonio Fici, pubblicato in Vita.it del 5 marzo 2026]

In principio fu la legge delega 106/2016, la pietra miliare della riforma del Terzo settore che ha indicato la via da percorrere per riordinare, semplificare e innovare la normativa del vasto e variegato universo costituito da organizzazioni di volontariato, onlus, fondazioni, associazioni di promozione sociale e imprese sociali. Frammentazione normativa, registri multipli regionali e nazionali, adempimenti disomogenei, erano le caratteristiche di un mondo vivo, sorprendente, diffuso ma che operava attraverso mille rivoli senza argini e rischiava di disperdersi. La riforma ha rappresentato non solo un punto di svolta giuridico, ma l’attestazione di un cambiamento culturale, il riconoscimento di un mondo radicato nelle nostre comunità e nel territorio finalmente orientato verso un unico alveo normativo unitario. 

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Ultimi Articoli

Sulla bilancia di ricavi e costi anche gli oneri indiretti

Interpretazione più ampia per il test di commercialità delle attività di interesse generale degli Enti del Terzo settore (ETS). È uno dei punti centrali della circolare n. 1/2026 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata lo scorso 19 febbraio. L’art. 79 del codice del Terzo settore supera la logica del Testo unico delle imposte sui redditi e dunque la fiscalità non è più legata semplicemente al "tipo" di attività svolta ma alle sue modalità di svolgimento. Per questo la commercialità scatta solo se nella gestione delle attività di interesse generale i ricavi superano i costi con un margine superiore al 6%. In tutti gli altri casi le attività, anche se svolte dietro corrispettivo, si considerano non commerciali. Un nuovo criterio che trova nella circolare n.1 del 2026 dell'Agenzia delle Entrate alcuni utili punti di riferimento per la corretta interpretazione delle norme.

Negli enti del terzo settore valorizzate le cessioni gratuite

Pubblicata la Circolare sulla fiscalità degli enti del Terzo settore, che chiarisce le nuove regole fiscali in vigore dal 1 gennaio. La Circolare definisce i criteri di qualificazione fiscale delle attività di interesse generale, inclusa la possibilità di includere tra le entrate non commerciali il valore delle cessioni gratuite. Inoltre, chiarisce l’applicazione del regime forfettario per ODV e APS, esonerandole dall’obbligo di emissione della fattura.

Dal click alla cittadinanza attiva: Luigi Bobba e la sfida dell’attivismo digitale

Luigi Bobba, ex politico e figura di riferimento nel Terzo Settore, discute la ricerca “Cittadini Digitali” condotta con Terzjus. La ricerca rivela che l’attivismo digitale in Italia è diffuso e non apatico, con i netattivisti più attivi nella fascia 45-54 anni e tra le persone con un alto livello di istruzione. Il Terzo Settore gioca un ruolo cruciale nell’incoraggiare l’attivismo online, ma la sfida è trasformare l’impegno digitale in azioni concrete e coinvolgere chi è ancora escluso.

Documentazione - Ultimi inserimenti

Circolare n. 1/E, 19 febbraio 2026

Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.

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